312 a.C. · Appio Claudio Cieco
Regina
Viarum
La strada non scorre. Si percorre.
Scorri per camminare
312 a.C. · Appio Claudio Cieco
La strada non scorre. Si percorre.
Scorri per camminare
MP I · km 0
Nel 312 a.C. il censore Appio Claudio Cieco fa costruire il primo tratto, da Roma a Capua: è la prima strada romana a portare il nome del suo costruttore. La porta oggi si chiama San Sebastiano, e la strada esce ancora da lì.
MP XVIII · km 26 circa
Per non scendere nella valle, la strada la attraversava su un viadotto di terrapieno alto fino a tredici metri. Il terrapieno di Ariccia si vede ancora.
MP XLIII · km 64 circa
Stazione di posta nell’Agro Pontino, dove la strada correva affiancata da un canale navigabile. Orazio vi passò nel 37 a.C. e raccontò il tratto in barca, di notte, tra le rane e le zanzare.
MP LXX · km 104 circa
Dove la rupe scendeva a mare, Traiano la fece tagliare per tenere la strada bassa: un’iscrizione ne misurava la profondità. Oggi è Terracina.
MP XCIII · km 138 circa
Nella sua villa di Formia, Cicerone fu raggiunto e ucciso dai sicari di Antonio nel 43 a.C. Aveva chiesto di essere riportato a Roma, lungo questa strada.
71 a.C. · tra Capua e Roma
Dopo la sconfitta di Spartaco, seimila prigionieri furono crocifissi lungo il ciglio della strada, da Capua a Roma. La regina viarum fu anche una via di monito.
MP CXXXIII · km 196 circa
Qui finiva il tracciato del 312 a.C. Tutto ciò che segue è un prolungamento: verso Benevento, verso l’Adriatico, verso l’Oriente.
MP CLXXIX · km 264 circa
Da qui la strada punta a oriente. Secoli dopo Traiano vi aprì la via Traiana, una variante più rapida, e la celebrò con l’arco che ancora porta il suo nome.
Interludio · la carreggiata
La carreggiata era lastricata con poligoni di basalto, posati leggermente convessi per far defluire la pioggia. Dove il traffico era intenso, le ruote dei carri hanno lasciato solchi ancora visibili.
MP CCLXXVII · km 410 circa
Venosa, al confine tra Lucania e Apulia: qui nacque Orazio, che della strada fu viaggiatore e cantore.
MP CCCXXXVII · km 498 circa
La più grande città della Magna Grecia. Il suo porto guardava già a oriente: la strada stava diventando una via per la Grecia.
MP CCCLXXXI · km 563 circa
Due colonne segnavano il termine della strada sul porto. Una crollò nel 1528; l’altra sta ancora. Da qui le navi partivano per Durazzo e per la Grecia.
563 km circa · MP CCCLXXXI · «regina viarum» — Stazio, Silvae II, 2
Un miglio romano (mille passus) equivale a 1.478 metri; 563 km corrispondono a circa 381 miglia. Le distanze dell’itinerario antico sono indicate come circa.
Colophon
| Mansio | km circa | MP |
|---|---|---|
| Roma · Porta Appia | 0 | I |
| Ariccia | 26 | XVIII |
| Forum Appii | 64 | XLIII |
| Tarracina | 104 | LXX |
| Formiae | 138 | XCIII |
| Capua | 196 | CXXXIII |
| Beneventum | 264 | CLXXIX |
| Venusia | 410 | CCLXXVII |
| Tarentum | 498 | CCCXXXVII |
| Brundisium | 563 | CCCLXXXI |
Un mille passus — mille doppi passi — misura 1.478 metri; ogni miglio la strada piantava un cippo di pietra con il suo numero. 563 km fanno 381 miglia: MP CCCLXXXI, e nessuna percentuale. Le distanze tra le tappe seguono l’itinerario antico e le fonti moderne, e per questo sono segnate come circa.
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I fatti delle tappe sono quelli tramandati: Appio Claudio e il 312 a.C., il viaggio di Orazio del 37 a.C. (Sermones I, 5), il taglio traianeo del Pesco Montano, Cicerone a Formia nel 43 a.C., i seimila del 71 a.C., le colonne di Brindisi e il crollo del 1528.